Chi sono!?

Ciao!

Chi sono? è una bella domanda… in ogni caso proverò ad esprimermi come meglio posso. Mi chiamo Domenico, nato il 17 Aprile 1984 di martedì a Roma da madre abruzzese e padre tedesco. Sono cresciuto nel quartiere di Tor Bella Monaca ed ho frequentato l’oratorio fin da quando avevo 12 anni. Sr. Gabriella, la mia insegnante di Religione alla scuola media, mi disse: “Domenico, perchè qualche volta non vieni in oratorio?” Quel “qualche volta” è diventato un sempre! Arrivato in oratorio mi sono subito avvicinato al mondo della Pallavolo che si faceva nella PGS parrocchiale… la famosa PGS SMMR. Una volta fatta l’iscrizione, per 8 anni non ho più smesso. Ho fatto dalla 3ª divisione alla serie D ma mi infortunai alla caviglia in preparazione atletica e vidi la categoria più alta dagli spalti… Dopo 3 anni di stop, per questioni meramente lavorative, ho ripreso a giocare in 1ª Divisione al SALES poi al Don Bosco Nuovo Salario. Insomma non mi sono più fermato… ma la cosa che dal 2009 ha modificato la mia vita è stato il cambiare status: da giocatore ad allenatore. Quello che si percepisce chiaramente è, che prima mi identificava ciò che facevo, mentre ora ciò che sono. Non faccio l’allenatore ma sono un allenatore. Credetemi! la differenza è sostanziale. Ho iniziato ad allenare in PGS LUX a Cinecittà presso l’istituto delle Figlie Di Maria Ausiliatrice, avevo 5 iscritti: 4 femminucce e 1 maschietto… nemmeno le partite riuscivo a fare. Eppure dopo aver investito nel progetto davvero tanta, ma tanta dedizione e passione, la società ha raggiunto numerosi iscritti. Seguivo personalmente Minivolley, U14 femminile, U16 femminile, U17 maschile e una amatoriale mista in cui giocavo anche io. Per numero di maglia scelsi il 58 perchè il numero degli iscritti era quello ma a fine anno eravamo oltre 75. Non posso negare che nel corso del tempo il lavorare in palestra con lo spirito salesiano, puntando ad obiettivi di crescita individuale e di gruppo, ha portato i suoi buoni frutti. Infatti dal 2014 sono diventato il responsabile di settore Pallavolo del Comitato Provinciale di Roma PGS. Un incarico di cui vi parlerò in separata sede. Nella stagione 2016-2017 sono stato 1° allenatore di una U18 maschile al PALLAVOLO CINECITTA’. Lo stesso gruppo ha partecipato al campionato di 2ª divisione. Nella stagione 2017-2018 sono stato 2° allenatore di un gruppo di Serie D maschile.

Seguo, ormai dal 2006, il Centro Diurno “Casa mia, Casa nostra” nella mia parrocchia Santa Maria Madre del Redentore a Tor Bella Monaca. Qui mi rendo d’aiuto per tutti quei bambini più in difficoltà. Dalla doccia al doposcuola, dalla merenda alla cena. Insomma un po in tutto. Anche qui ho fatto proseliti e, alcune delle ragazze, mi hanno seguito in palestra.

La pallavolo è il mio sogno e la mia realtà! La respiro ogni giorno, penso agli allenamenti, a cosa fare in palestra, leggo libri sportivi, penso ad un incontro mirato a far crescere il “gruppo squadra”, una cena, un cineforum, mi confronto quotidianamente con la mia seconda (per me è la prima) allenatrice, penso ad ogni ragazzo che il Signore mi affida in palestra, prego per loro, cercando sempre in ogni modo la crescita del giocatore. Il dialogo con i genitori è la chiave per poter lavorare serenamente e in modo costruttivo.

… non faccio l’allenatore, io sono un allenatore!

Da Luglio 2016 lavoro FullTime per una grande società del settore energetico e da Maggio scorso con incarico di Coordinatore della Segnalazione Guasti. Questo nuovo ruolo mi impegna molto e mi ha portato (spero temporaneamente) a non seguire un gruppo da allenatore e, per non perdere il contatto con questo sport, mi inserirò come schiacciatore Opposto nella società del POLAS dove ritroverò alcuni compagni che lasciai già qualche anno fa quando ero al Don Bosco Nuovo Salario.

Come non si può amare uno sport come questo? sono di parte!?

 

Cari genitori

Cari genitori,

mi rivolgo a voi in quanto esseri adulti, razionali e con la testa ben piantata sulle spalle. Preferisco essere proprio io a dirvelo, con cognizione di causa e prima che lo scopriate sulla vostra pelle: la pallavolo è lo sport più pericoloso che esista.

Vi hanno ingannato per anni con la storia della rete, della mancanza di contatto fisico, del fair play. Ci siamo cascati tutti, io per primo, il rischio è molto più profondo subdolo. Prima di tutto questa cosa del passaggio…In un mondo dove il campione è colui che risolve le partite da solo, la pallavolo, cosa si inventa? Se uno ferma la palla o cerca di controllarla toccandola due volte consecutivamente, l’arbitro fischia il fallo e gliavversari fanno il punto. Diabolico ed antistorico: il passaggio come gesto obbligatorio per regolamento in un mondo che insegna a tenersi strette le proprie cose, i propri privilegi, i propri sogni, i propri obiettivi. Poi quella antipatica necessità di muoversi in tanti in uno spazio molto piccolo. Anzi lo spazio più piccolo di tutti gli sport di squadra! 81 metri quadrati appena… Accidenti, ci mettiamo tanto ad insegnare ai nostri figli di girare al largo da certa gentaglia, a cibarsi di individualismo (perché è risaputo che chi fa da sé fa per tre), a tenersi distanti da quelli un po’ troppo diversi e poi li vediamo tutti ammassati in pochi metri quadrati, a dover muoversi in maniera dannatamente sincronica, rispettando ruoli precisi, addirittura (orrore) scambiandosi ‘cinque’ in continuazione.

Non c’è nessuno che può schiacciare se non c’è un altro che alza, nessuno che può alzare se non c’è un altro che ha ricevuto la battuta avversaria. Una fastidiosa interdipendenza che tanto è fondamentale per lo sviluppo del gioco che rappresenta una perfetta antitesi del concetto con cui noi siamo cresciuti e che si fondava sulla legge: ‘La palla è mia e qui non gioca più nessuno’. Infine ci si mette anche il punteggio e il suo continuo riazzeramento alla fine di ogni set. Ovvero, pensateci: hai fatto tutto benissimo e hai vinto il primo set? Devi ricominciare da capo nel secondo. Devi ritrovare energia, motivazioni, qualità tecniche e morali. Quello che hai fatto prima (anche se era perfetto) non basta più, devi rimetterlo in gioco. Viceversa, hai perso il set precedente? Hai una nuova oggettiva opportunità di ricominciare da capo. Assolutamente inaccettabile per noi adulti che lottiamo per tutta la vita per costruire la nostra zona di comfort dalla quale, una volta che ci caschiamo dentro, guai al mondo di pensare di uscire. Insomma questa pallavolo dove la squadra conta cento volte più del singolo, dove i propri sogni individuali non possono che essere realizzati attraverso la squadra, dove sei chiamato a rimettere in gioco sempre ed inevitabilmente quello che hai fatto, diciamocelo chiaramente, è uno sport da sovversivi! Potrebbe far crescere migliaia di ragazzi e ragazze che credono nella forza e nella bellezza della squadra, del collettivo e della comunità. Non vorrete correre questo rischio, vero?  Anche perché, vi avviso, se deciderete di farlo… non tornerete più indietro.

Mauro Berruto

Commissario Tecnico della nazionale maschile di pallavolo

(Testo pubblicato sul volume ‘Sogni di gloria. Genitori, figli e tutti gli sport del momento’ della collana ‘Save the parents’ di Scuola Holden edito da Feltrinelli)